Ultima modifica: 30 novembre 2017

European Basketball Week

Sport, inclusione, divertimento: tre parole per descrivere una mattinata “speciale”, quella di mercoledì 29 novembre, presso il palazzetto dello sport Palamelfi di Brindisi, in occasione della European Basketball Week alla quale ha preso parte anche il nostro Istituto Comprensivo.

Sostenuta da FIBA Europa e Euroleague Basketball, la Special Olympics European Basketball Week, giunta alla sua XIV edizionedal 24 novembre al 3 dicembre, promuove ed amplia l’opportunità per le persone, adulti e bambini, con disabilità intellettiva di praticare la pallacanestro infondendo fiducia in se stessi e migliorandone la vita. L’evento assume una valenza sociale e culturale ancora più importante quando coinvolge, sullo stesso campo di gioco, gli atleti partner, senza disabilità intellettive.

Ecco allora che la partita non si riduce al momento sportivo ma va oltre per vincere insieme stereotipi e pregiudizi.

Special Olympics è un programma internazionale di allenamento sportivo per persone con disabilità intellettiva che si serve dello sport proprio come mezzo per ottenere la piena accettazione delle stesse dall’intero contesto sociale. Trasformare la vita attraverso la gioia dello sport, ogni giorno, in ogni luogo: questa la mission del movimento presente in 170 Paesi nel mondo.

Quest’anno la European Basketball Week ha previsto 28 eventi organizzati in 11 regioni italiane. La manifestazione di Brindisi è stata ideata dall’IISS Marzolla-Leo-Simone-Durano e ha visto coinvolte Scuole Secondarie di I e II grado.

È stata una mattinata all’insegna dello sport unificato, protagonisti gli studenti, con e senza disabilità intellettive, che hanno giocato nella stessa squadra promuovendo, in modo divertente, l’inclusione nelle nuove generazioni. Perché quando una società fraintende e sottovaluta le capacità delle persone con disabilità intellettiva, le opportunità si perdono. Il lavoro che potrebbe essere fatto si annulla. Le probabilità di stringere amicizie passano. E il rispetto che si potrebbe ottenere è perduto.

La squadra dell’IC Sant’Elia Commenda era composta da Nicole Antonaci (IID), Gabriele Araya (IIIC), Samuel Carinola (IIIA), Alessio Casalino (IIIB) Marco Convertino (IIIA), Samuele Corvetto (IIID), Emanuele Meo (IIIC), Francesco Napolitano (IIIA), Greta Saponaro (IIC). Con loro la prof.ssa Paola Romano, docente di educazione fisica che ha selezionato e allenato i ragazzi per partecipare all’evento, e la prof.ssa Anna Lofino, docente di sostegno. Trovare atleti e partner con le stesse abilità non è stato facile, occorre fare un bilanciamento tra abilità dei primi e dei secondi, in modo che ci sia un uguale numero di atleti e partner con alte abilità, medie abilità e basse abilità.

In apertura le rappresentanze dei diversi istituti hanno sfilato e poi cantato sulle note dell’inno nazionale. Prima dell’inizio delle gare i saluti del Dirigente Scolastico della scuola promotrice dell’evento, prof.ssa Carmen Taurino, e gli interventi delle numerose autorità presenti, Oronzo Pennetta, presidente provinciale del CONI, il prof. Massimo Monticelli, rappresentante dell’USP, Pino Olive, consigliere regionale FIP e Giuseppe Pinto, presidente regionale del Comitato Italiano Paralimpico.

Le squadre, divise in gironi, si sono affrontate tra loro. I nostri atleti sono stati brillanti. Hanno vinto tutti gli incontri arrivando primi nel girone di appartenenza e aggiudicandosi il diritto di disputare l’incontro finale. Hanno concluso classificandosi al secondo posto dopo aver perso l’ultima partita con un solo canestro di scarto.

Al termine del torneo grandi festeggiamenti per tutti e, ospiti d’eccezione, anche alcuni giocatori dell’Enel Basket Brindisi.

Oltre ogni classifica, i ragazzi presenti al Palamelfi sono tutti vincitori perché questa esperienza di “gioco insieme” con lo scopo di scambiarsi emozioni, aiutarsi, condividere da vicino momenti di gioia e ricreare situazioni di perfetta inclusione sociale, rappresenta un arricchimento personale, ha un’enorme valenza educativa, migliora la qualità della vita ed accresce l’autostima e l’autonomia personale.

Lo sport, offrendo continue opportunità di dimostrare coraggio e capacità, diventa spesso un efficace strumento di riconoscimento sociale e di gratificazione e può essere palestra di vita che offre agli atleti Special Olympics, ma non solo a loro, la possibilità di valorizzare le loro diverse abilità e di spenderle produttivamente nella società.

 

“Che io possa vincere, ma se non ci riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze”, giuramento dell’atleta Special Olympics e di tutti noi, nello sport e nella vita.

 

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