Ultima modifica: 25 gennaio 2018

Convegno “Memory Safe: la cultura della sicurezza”

Il 12 dicembre si è svolto a Roma, presso l’Acquario Romano di Piazza Manfredo Fanti, il convegno “Memory Safe: la cultura della sicurezza”, un incontro-dibattito sul tema dell’educazione alla prevenzione e alla sicurezza nelle scuole italiane.

L’attuale normativa su salute e sicurezza attribuisce rilevanza strategica alla diffusione nelle scuole dei valori, delle conoscenze e delle esperienze, con l’obiettivo di portare gli studenti a una condivisione delle regole della prevenzione e a una loro completa ed efficace applicazione nei luoghi di studio, di lavoro e di vita.

Ne hanno discusso, nella prima parte del convegno, Giovanna Boda, Capo Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, Franco Bettoni, Presidente Nazionale ANMIL, Fabio Pontrandolfi, Area Lavoro e Welfare di Confindustria, Michele Lepore, Docente di Diritto della sicurezza sul lavoro all’Università Sapienza di Roma.

«La scuola è il terreno naturale dove seminare i primi elementi di una cultura della sicurezza È necessario investire con forza sull’educazione culturale delle nuove generazioni – ha dichiarato il Direttore Generale di Indire, Flaminio Galli – per migliorare le condizioni di sicurezza e salute nel lavoro e nella vita. Infatti, nonostante vi siano norme, controlli e sanzioni severissime, gli incidenti e le malattie professionali non diminuiscono in maniera evidente. Dobbiamo spostare l’attenzione dal “dopo”, quando il danno è fatto, al “prima”, con la prevenzione. Possiamo farlo – ha continuato Galli – solo investendo sulla cultura della sicurezza e dando al giovane, al futuro lavoratore, la sensibilità, la conoscenza e la consapevolezza del rischio. Cultura, sicurezza e lavoro devono viaggiare insieme».

Nel corso della giornata sono stati presentati i risultati del progetto Memory Safe che, promosso da INDIRE e finanziato dal Ministero del Lavoro, con la partecipazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la collaborazione delle parti sociali, grazie agli strumenti introdotti dal Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro (Legge 81/2008), ha rappresentato una grande occasione per diffondere le buone pratiche in tema di prevenzione e cultura della sicurezza, con un impatto su oltre 43 mila studenti, 3100 docenti e 2.175 classi nelle scuole italiane.

Nella seconda parte dell’incontro sono stati premiati gli istituti scolastici che hanno partecipato all’iniziativa. Dal 2015 a oggi, Indire ha assegnato 4 milioni di euro a 1342 soggetti, tra scuole, enti e associazioni di categoria, selezionando 41 progetti tra 203 candidature finanziabili.

La disseminazione dei risultati è avvenuta attraverso workshop formativi riservati ai rappresentanti dei progetti vincitori del bando. Tali progetti sono stati suddivisi, a seconda dei prodotti realizzati, in tre gruppi: le app, le buone pratiche e i modelli.

Tra i premiati nella seconda categoria il progetto Sicuri verso il futuro dell’Istituto Comprensivo Sant’Elia-Commenda di Brindisi.

Il progetto, cui il nostro Istituto ha partecipato come scuola capofila, è stato realizzato da una rete di scuole, ITT “G.Giorgi”,IPSIA “Ferraris”,I.I.S.S. “Carnaro/Flacco/Belluzzi”, IPSSS “Morvillo-Falcone” con la partecipazione di CONFARTIGIANATO e INPUGLIA, e ha avuto come finalità la promozione e la diffusione della cultura della sicurezza nelle scuole, agganciandola alle discipline curriculari e avvalendosi anche dei riferimenti costituzionali, delle leggi nazionali, europee e internazionali oltre che dell’apprendimento in situazione. La riduzione della distanza culturale e metodologica tra competenze scolastiche e competenze lavorativo-professionali è stata raggiunta attraverso la promozione di compiti autentici e sostenendo azioni e processi di interazione tra la scuola e le istituzioni del territorio preposti al tema della sicurezza.

Sicuri verso il futuro ha rappresentato sicuramente un’enorme opportunità per la nostra scuola: è stato motivo di raccordo e continuità tra i tre ordini che la caratterizzano, ha permesso di sperimentare una didattica per competenze che mette in circolo una serie di approcci, dall’attività laboratoriale all’uso delle nuove tecnologie, ha fatto compiere a tutti gli alunni un cammino nel mondo della sicurezza, con gradi diversi di consapevolezza, aprendo anche un’importante finestra sul mondo del lavoro.

È stata senza dubbio un’esperienza vincente, capace di coniugare aspetti tecnici e culturali per un intervento duraturo nel tempo. La rivoluzione più potente resta sempre quella dell’educazione e il fine ultimo del progetto Memory Safe coincideva con quello della scuola: far diventare gli studenti “persone libere” in quanto responsabili, integrate nella società, consapevoli dei propri diritti e doveri, capaci di orientarsi, di salvaguardarsi, di crescere continuamente nel corso dell’intera vita formativa e lavorativa.

 

 

I Professori Tundo e Pollio hanno ritirato la targa.

 

 

 

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