Ultima modifica: 21 marzo 2018

Un tesoro pieno di tesori – S.S. I° grado

L’Archivio di Stato di Brindisi è stata la meta della prima uscita sul territorio per i venticinque alunni della SSPG che partecipano al progetto PON Gli onomastici del quartiere Sant’Elia.

Avvicinare i ragazzi al patrimonio culturale locale e alle istituzioni che lo conservano attraverso un approccio attivo e creativo che permetta non soltanto l’acquisizione di conoscenze legate al curricolo scolastico, ma anche lo sviluppo di competenze chiave fondamentali per l’apprendimento permanente, è obiettivo fondamentale del progetto.

Gli alunni hanno potuto toccare con mano ed analizzare carte e documenti, visionare fotografie e testi conservati nell’Archivio.

La ricerca si è orientata verso oggetti emotivamente vicini ai “giovani storici”: pagelle, temi, verbali di scrutini, foto di bambini nelle loro classi, tutto collegato al loro mondo, quello della scuola.

Prima di entrare nel vivo della visita e dell’attività, la dottoressa Anna Valeria Romanelli, esperto esterno del PON, e la dottoressa Anna Maria Spagnolo dell’Archivio di Brindisi, hanno fornito ai ragazzi alcune brevi indicazioni sulla storia e l’ubicazione dell’edificio.

L’Archivio di Stato, nato nel 1954, solo
nel 1990 è stato trasferito nella sede attuale in piazza S. Teresa, in un edificio di particolare interesse storico artistico, l’ex convento di Santa Teresa, edificato nella seconda metà del ‘600 dai Carmelitani Scalzi a ridosso dell’omonima chiesa.
La dottoressa Spagnolo ha spiegato ai ragazzi la preziosa funzione di questa istituzione che ad oggi custodisce c.a. 54.008 pezzi cartacei, buste, pacchi, registri, per un totale di 6.270 metri lineari di scaffalature, e novantacinque pergamene dei secc. XV-XIX: un tesoro pieno di tesori. Perché i documenti sono dei veri e propri tesori che ci permettono di ricostruire la storia di un popolo, di una città, di un epoca.

I nostri alunni hanno imparato che i documenti si conservano ovunque. A scuola ci sono i registri, le pagelle e le loro verifiche, negli ospedali le cartelle dei pazienti, in tribunale gli atti giudiziari e tanti di questi documenti, dopo diversi anni, convergono in archivio.

“Bisogna saperli leggere e trovare le informazioni più utili” ha precisato la dottoressa Spagnolo ed è quello che ha insegnato a fare ai ragazzi che la seguivano con enorme interesse. Per esempio osservando e leggendo una pagella degli anni ‘20 hanno potuto notare come le materie di studio fossero diverse da quelle di oggi. C’erano materie come bella scrittura, canto, lettura espressiva e recitazione, igiene. E poi c’erano le attività manuali per i ragazzi e le faccende donnesche per le ragazze.

E da un verbale di scrutinio di un maestro elementare hanno appreso che, a quei tempi, vi erano classi di ben 59 alunni, ma che non era detto che tutti arrivassero a fine anno perché capitava che i genitori ritirassero i figli da scuola per mandarli a lavorare in campagna.

Sempre in questo documento hanno ritrovato un’altra interessante indicazione: il maestro era nato nel 1863 ad Ostuni in provincia di Lecce. Un errore? No, perché la provincia di Brindisi è nata solo nel 1927.

I ragazzi hanno anche esaminato delle foto dei primi del ‘900: una scuola del quartiere Casale, con ancora delle classi miste, composte da ragazzi e ragazze, con banchi in legno e il posto per il calamaio con l’inchiostro, e le sedie attaccate ai banchi affinché gli alunni fossero sempre composti ed in ordine.

La visita si è conclusa con un veloce giro nell’edificio per mostrare ai ragazzi tutte le scaffalature dove sono conservati i documenti.

È stata un’esperienza di apprendimento in situazione sicuramente vincente.

I ragazzi sono stati bravissimi, hanno partecipato, preso appunti, scattato foto e, tornati in classe, hanno tenuto loro stessi una lezione alla Lim per i loro compagni di classe su tutto ciò che hanno imparato.

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