Ultima modifica: 27 settembre 2018

Tutti in Università

Una mattinata diversa quella trascorsa dai 29 alunni finalisti della XXVIII Olimpiade dei giochi logici linguistici matematici presso l’Università di Bari. I nostri ragazzi hanno raggiunto, accompagnati dai docenti, il Politecnico per l’ultima fase della competizione nazionale ideata dall’associazione Gioiamathesis.

Sono partiti alla volta di Bari carichi di tante emozioni: ansia, un po’ di preoccupazione, la voglia di mettersi alla prova ma anche di divertirsi.

Il viaggio in pullman è stato un modo per conoscersi meglio, per condividere pensieri e stati d’animo. Quando la prof.ssa Cuomo, referente del progetto, ha distribuito i badges con nome, fototessera e l’indicazione dell’aula in cui avrebbero dovuto sostenere la prova, i giovani finalisti hanno scoperto di essere stati assegnati quasi tutti ad aule diverse.

Il pensiero di ritrovarsi in mezzo a tanti estranei senza nemmeno un compagno vicino è stato ulteriore motivo di agitazione per qualcuno. Un’altra sfida da affrontare e vincere!

Finalmente l’ingresso al Politecnico. Curiosi ed emozionati i ragazzi camminavano per i viali alberati leggendo sui cartelli il nome delle diverse facoltà.

Come ogni anno, per la finale dell’Olimpiade, il polo universitario è invaso da una marea di gente: i finalisti, dai bambini di 5-6 anni tutti in gruppo con i loro cappellini e le magliette colorate, agli alunni delle fasce intermedie fino agli studenti diciottenni, e poi professori, genitori, famiglie intere; perché, prima ancora che una finale, questa è una “festa” bellissima che catapulta i partecipanti in un mondo tutto nuovo. I partecipanti arrivano da tutto il Sud Italia.

Girando tra i corridoi dell’edificio in cerca delle aule, i ragazzi osservavano gli studenti universitari nelle sale di lettura che sottolineavano libri o lavoravano al computer e per un attimo hanno immaginato il loro futuro in università.

Poi sono entrati nelle aule: gli alunni delle terze in quelle contrassegnate dalle lettere dell’alfabeto, i finalisti delle prime e delle seconde divisi tra due lunghi corridoi, alcuni nelle aule contrassegnate dai numeri pari, altri in quelle con i numeri dispari.

Alle 11 le porte delle enormi aule si chiudevano e le prove avevano inizio. Circa due ore di tempo a disposizione per la fascia 11-12 anni, una mezz’ora in più per la fascia 13 anni.

All’uscita i primi ragazzi sono ancora un po’ tesi ma tutti soddisfatti della loro prestazione. “Erano due quesiti – raccontano ai loro professori- il primo più semplice, l’altro più complicato.” Dicono di aver conosciuto ragazzi dell’Abruzzo, del Molise, della Campania.

Si confrontano, ridono e scherzano. Quando anche i ragazzi delle terze hanno terminato la loro prova sono pronti per raggiungere il pullman e tornare a casa.

I risultati e la classifica finale saranno pubblicati entro il 30 maggio 2018 ma gli obiettivi principali del progetto sono già stati raggiunti: avvicinare gli studenti alla riflessione su problemi di tipo logico-matematico in maniera ludica anche in riferimento alla realtà quotidiana, facendo nascere in loro il “piacere di fare matematica”.

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