Ultima modifica: 27 settembre 2018

Corso di formazione MAESTRE, ESSERI UMANI E SUPER-EROI

Tavolo Docenti per l’Educazione Ambientale e la Decrescita Felice della Città di Brindisi

Ultimo appuntamento in calendario, mercoledì 9 maggio, per il corso di formazione e aggiornamento MAESTRE, ESSERI UMANI E SUPER-EROI, ideato dall’artista e educatore ambientale Luigi D’Elia. Un percorso tra cinema, teatro, libri e natura,
voluto dal Tavolo Docenti per l’Educazione Ambientale e la Decrescita Felice della Città di Brindisi, per riflettere intorno al mestiere più umano e prezioso del mondo, il mestiere dell’insegnare.

Un confronto aperto sul bello di fare scuola e di fare arte in una dimensione fortemente esperienziale, un importante obiettivo raggiunto nell’ambito dell’innovativo progetto nato dalla collaborazione dei nove Istituti Comprensivi del capoluogo, della Cooperativa Thalassia, del Comune di Brindisi e dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione

I docenti coinvolti si sono ritrovati presso la scuola secondaria di I grado “Marzabotto”, dove tutto era iniziato lo scorso 15 gennaio, per accogliere un ospite d’eccezione, quello che lo stesso D’Elia ha definito una delle persone più illuminate del teatro italiano: Claudio Milani.

Esperto di teatro dell’infanzia, Milani racconta storie ai bambini dai tre agli otto anni.

Fare teatro per bambini è difficile, i bambini sono il pubblico più esigente.

L’attore si è subito complimentato con le insegnanti presenti per aver scelto di mettersi in discussione e di interrogarsi attorno al “fare” per i bambini. Non è da tutti.

Ha poi sottolineato che chi fa teatro e chi si occupa di educazione ha due cose in comune. “La prima è che entrambi i mestieri hanno un alto grado di artigianalità: bisogna formarsi e crescere sul campo come fa un garzone che va a bottega da un falegname. E anche quando apre una sua bottega non smette mai di imparare. La seconda è che il teatro esiste solo nell’incontro tra esseri umani. Come l’educazione.”

Tanti sono i suoi spettacoli di successo, Racconto alla rovescia, Bù!, L’albero, Nella pancia del teatro, spettacoli in cui Milani parla di diversi argomenti poiché, lui dice, i bambini si pongono le stesse domande degli adulti e spesso tali domande rimangono per molto tempo senza risposta. Per questo affronta con i piccoli anche le tematiche della morte, della diversità. “Nel parlare di queste cose l’arte aiuta perché- spiega- crea degli archetipi che i bambini percepiscono come lontani da loro nello spazio e nel tempo ma che in realtà appartengono alla quotidianità”.

Questa è la potenza del teatro e della narrazione in genere.

Le insegnanti hanno potuto sperimentare in prima persona la forza della narrazione e del gesto che accompagna, anzi precede, la parola dandole più importanza

L’esperto ha proposto loro una serie di esercizi in cui si sono “esposte”, hanno raccontato i loro pensieri e le loro emozioni, con il corpo prima che con le parole, che è quello che accade ogni giorno nelle loro classi dove ognuno porta con sé una storia da comunicare e ha bisogno di essere ascoltato.

Milani ha parlato anche de l’attenta distrazione dell’infanzia. I bambini sono sempre interessati al nuovo, il loro corpo è in espansione e non solo quello, per cui, quando vivono un’esperienza, cercano di prendere quanto più possibile. Nel momento in cui ciò che viene loro proposto non piace se ne disinteressano e fanno altro. Occorre, perciò, attrarre la loro attenzione con pochi particolari.

Portare i bambini a teatro, ma anche raccontare loro delle storie, significa lavorare con le loro emozioni che sono come un mare “delicato e puro”; se si formano onde troppo alte da grande il bambino potrebbe esserne sommerso. “Il segreto è saper usare le giuste parole nel raccontare- aggiunge Milani- non dimenticando mai che dopo ogni racconto nel bambino qualcosa cambia”.

La narrazione è, dunque, un incontro di esseri umani, un incontro di corpi in primis, perché i bambini guardano i corpi e i gesti. Il gesto che viene prima della parola fa sì che la parola diventi più importante. Il gesto apre un mondo.

Avere a che fare con i bambini è faticoso perché bisogna mettersi sempre al loro livello, cioè innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti per non ferirli.

È la consapevolezza che questo magico viaggio tra cinema, teatro e libri ha regalato a tutti i partecipanti assieme alla convinzione che un’educazione diversa è possibile, che le relazioni costano fatica ma da esse nasce sempre qualcosa di meraviglioso. E la scuola può essere quel luogo di relazioni, un luogo positivo e propositivo da cui parte il cambiamento.

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