Ultima modifica: 11 Marzo 2019

LA PENTOLACCIA – S.I. Modigliani 16

ALLA SCOPERTA DELLE TRADIZIONI: LA PENTOLACCIA

Le attività organizzate per la riscoperta delle tradizioni, sono occasione per rendere motivante l’apprendimento scolastico e, nello stesso tempo, diventano, momenti di socializzazione che favoriscono l’espressione delle naturali potenzialità dei bambini. Noi docenti del Plesso Modigliani 16, abbiamo proposto ai bambini la “PENTOLACCIA”, dopo averne raccontate le origini:

“Il giorno della pentolaccia ricorre in un tempo che è fuori dai festeggiamenti carnevaleschi, ma che in qualche modo ne ricorda lo stile”. Il giorno in cui si festeggia, infatti, è la prima domenica di Quaresima, dopo il martedì grasso. In alcuni paesi, la pentolaccia è chiamata “carnevalicchio”, proprio a indicare come i festeggiamenti assomigliano a quelli del carnevale. Anticamente il rito della pentolaccia, che in dialetto si dice “pignata”, si organizzava in casa ed era sempre preceduto dalla festa da ballo. In questa festa gli invitati si ricevevano anche vestiti di maschera. Dopo aver terminato la festa da ballo, si doveva rompere, con un gioco, la “pignata”era, un vaso di terracotta, riempita prevalentemente di frutta secca: noci, ceci tostati, fave etc. Solo in un secondo momento, alla frutta secca sono state sostituite le varie leccornie, confetti, caramelle, cioccolatini ecc. Dopo aver disposto un cerchio intorno alla stanza, si bendava una persona, talvolta due, si muniva di bastone, solitamente un manico di scopa e dopo avergli fatto fare alcuni giri su se stessa, la incitavano a bastonare la “pignata” per romperla e raccoglierne il contenuto. Solitamente una delle “pignate” era riservata per fare qualche scherzo, in modo da deridere il malcapitato. Oggi per lo scherzo si riempie la pignata con coriandoli, stelle filanti, pezzi di carta colorata e tante caramelle per la gioia dei bambini”.

Subito dopo il racconto, abbiamo preso delle buste di carta e le abbiamo riempite di coriandoli, stelle filanti, pezzettini di carta e caramelle. Le buste sono state appese a un bastone fissato a due supporti di legno e finalmente è iniziato il gioco. Due bambini hanno impersonato il Re e la Regina del Carnevale, seguiti da un piccolo corteo. I “Reali” hanno salutato i bambini con un Arrivederci al prossimo anno. Prima di andar via hanno regalato, con il gioco della Pentolaccia, l’ultimo sprazzo di Carnevale. A turno i bambini hanno percosso con grande energia le buste che finalmente si sono rotte, lasciando cadere oltre ai coriandoli le sospirate caramelle.

                          

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